Aereoplano-raffreddore

Secondo Kafka la vera metamorfosi del corpo umano la si sperimenta durante un viaggio. Scrive: «Né la malattia né il veicolo sono il problema; problematici sono soltanto la strada, i conducenti ed il viaggiatore».
Certo, con i mezzi odierni viaggiare in aereo è indispensabile, ma è proprio qui che la trasmissione del virus diviene più rapida e costante.

Studi recenti, infatti, hanno dimostrato che, per i passeggeri seduti in prossimità degli impianti di riciclo, il rischio di contrarre un raffreddore è esponenzialmente maggiore rispetto a chi, per esempio, siede nei pressi di un finestrino. In altri termini: l’impianto di condizionamento dell’aria in aereo non sarebbe altro che una sorta di re-distributore dei virus introdotti dai passeggeri e aspirati dalle apposite bocche di areazione.

Rinunciare a viaggiare? Impossibile. Portare con sé un farmaco pronto per l’uso: consigliabile. Specie se si deve soggiornare per pochi giorni all’estero, per lavoro o vacanza, e non si ha certo tempo né voglia di correre alla ricerca di un medico e di una farmacia.

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